Accademia Omiopatica (1844)

  Cos'è l'Omeopatia

A cura del Dott. Alessandro Pumo Curriculum Dott. A.Pumo
Presidente del
Centro Studi T.P. Paschero


 
I principi dell’omeopatia


come si assume il farmaco omeopatico
vediamolo insieme (1.2 Mb)

L'omeopatia è una metodologia terapeutica basata sul "principio di similitudine " e sull'uso di sostanze in dose infinitesimale.
Il medico, secondo questo principio, prescrive un medicamento che somministrato in un uomo sano provoca gli stessi sintomi del paziente. Per esempio, il rimedio omeopatico allium cepa, derivato dalla cipolla comune, cura la lacrimazione con irritazione e sensazione di bruciore che, normalmente, è provocata dal contatto con la cipolla. Allium cepa, sara' quindi un buon rimedio per la rinite allergica quando questi stessi sintomi sono presenti.
Esistono numerosi rimedi omeopatici alcuni derivati dal mondo vegetale, come aesculus iphyocastanum, arnica montana, aloe; altri derivati dal mondo minerale come allumina, sulphur,plumbum; altri derivati dal mondo animale come, bufo rana, lachesis ( veleno di crotalo), cantharis (il noto moscherino). Dei rimedi omeopatici fanno parte alcune sostanze biochimiche tipo istamina ed altre.

Come si vede, la caratteristica della terapia omeopatica, non è quella di essere una fitoterapia, ma un approccio olistico, che utilizzando sostanze di varia natura, altamente diluite, non produce nè effetti di intossicazione dell'organismo nè effetti collaterali. In alcune condizioni, infatti, quali la gravidanza, l'età neonatale o nelle costituzioni allergiche che non possono far uso di medicine tradizionali, si rivela l'unica terapia praticabile. Per altro è assolutamente possibile e privo di controindicazioni l’uso combinato della terapia omeopatica e di quella convenzionale.


Cos’è il farmaco omeopatico?

Il rimedio omeopatico viene solitamente preparato a partire dall'estratto alcoolico ( tintura madre) della sostanza di base.
Esso viene sottoposto ad una diluizione progressiva; per cui, superato un certo livello (dodicesima diluizione centesimale), non rimane più alcuna traccia della sostanza di partenza. Oltre la dodicesima diluizione centesimale viene infatti superato il cosiddetto numero di Avogradro (10-23) . Dopo ogni diluizione il rimedio viene sottoposto ad una secondo procedimento detto di succussione o dinamizzazione che consiste in una agitazione vigorosa della sostanza.

Come si presenta il rimedio omeopatico?

Il rimedio omeopatico si presenta più comunemente sotto forma di granuli di lattosio che vanno disciolti a livello sub-linguale e assunti circa due ore lontano dai pasti. Le dosi, a discrezione del medico, possono essere ripetute utilizzando, a tal fine, la confezione in tubo-granuli, oppure può trattarsi di somministrazioni uniche avvalendosi, in questo caso, della confezione in tubo-dose. Più raramente si usano le sostanze in forma liquida. I numeri che sono presenti sulle confezioni dei medicamenti si riferiscono al numero di diluizioni a cui la sostanza è stata sottoposta; mentre le lettere che seguono i numeri si riferiscono al tipo di diluizione: CH (Centesimale Hahnnemaniana) K (Korsakoviana) LM (Cinquantamillesimale).

In che cosa consiste il trattamento omeopatico?

Per l'omeopatia particolare significato assume, oltre la malattia, quel particolare squilibrio dell'organismo che la rende possibile.

Obbiettivo del medico omeopatico è, infatti, ristabilire quelle condizioni di armonia delle funzioni dell'organismo per cui è esso stesso a superare la malattia.

Ad esempio, in una infezione delle vie respiratorie, anziché combattere il germe responsabile, il medico omeopatico tenderà a riequilibrare le funzioni del sistema immunitario del paziente. Lo stesso, in una condizione reumatica, anziché combattere il sintomo del dolore, è importante, per il medico omeopatico, risanare quello squilibrio fondamentale che rende possibile l'infiammazione dei tessuti periarticolari.


Come opera il medico omeopatico?

HAHNEMANN HOSPITAL di S. FRANCISCO

Il medico omeopatico deve fare, come il medico tradizionale, una diagnosi della malattia ma, oltre a questo, ha bisogno di conoscere le modalita' reattive individuali del paziente.

Questo gli permetterà di risalire a quello squilibrio fondamentale che causa la patologia. Egli ricostruirà una storia dettagliata del caso prestando particolare attenzione alle modalita' di presentazione dei sintomi. Chiederà quando questi appaiono durante il giorno, le condizioni in cui migliorano o peggiorano, la stagione in cui eventualmente compaiono, ecc. L'analisi del medico omeopatico, includera' i sintomi della sfera psicoemotiva: il tipo di personalità del paziente, il suo umore e il suo comportamento. Inoltre le tendenze alimentari istintive: desideri e avversioni rispetto al cibo.
 

Questo darà un quadro globale del paziente a cui il medico farà corrispondere un medicamento che presenta le stesse modalità reattive quando somministrato ad un uomo sano.



 
Come funziona il farmaco omeopatico?

E’ noto che i farmaci omeopatici subiscono, durante la loro preparazione, una serie progressiva di diluizioni per cui della sostanza di partenza non resta più traccia.

Questo ha comportato nella storia dell’Omeopatia dubbi intorno alla sua reale efficacia. Come può, infatti, una soluzione che non conserva più molecole della sostanza di partenza avere effetti sull’organismo? Questo è stato per molto tempo il nodo fondamentale dell’Omeopatia.

Oggi, tuttavia, rigorosi studi clinici randomizzati, a doppio cieco, hanno mostrato differenze significative tra il farmaco omeopatico e il placebo.

Le ipotesi più accreditate da parte di alcuni gruppi di scienziati parlano di un probabile effetto biofisico di queste sostanze e non biochimico. In particolare il procedimento di progressiva diluizione e successiva succussione del farmaco permetterebbe alle molecole dell’acqua di trattenere la "memoria" della sostanza di partenza.

Oltre agli studi clinici rigorose ricerche in campo biologico hanno mostrato l’effetto indiscusso del farmaco omeopatico.

come si assume il farmaco
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I medici

In Italia 4.000.000 circa di pazienti  ricorrono alle cure omeopatiche con medicine che sono a totale carico
dell’utente. I medici omeopatici sono circa 7.000. Per diventare Omeopata un medico dopo il normale corso di Laurea in Medicina e Chirurgia deve frequentare un corso che solitamente, secondo le "Norme Per la Formazione e Qualificazione Professionale in Medicina Omeopatica (1999), è triennale per un totale di 360 ore più 50 di pratica clinica. Le scuole sono costituite da Istituti di Formazione a carattere privato.

L’Ordine dei Medici ha istituito, recentemente, nelle varie provincie, Commissioni per le Medicine Non Convenzionali di cui fanno parte i medici omeopatici. L’obiettivo delle Commissioni è di stilare una sorta di censimento e un conseguente registro dei medici e delle scuole private di ogni provincia.


Le scuole di Omeopatia

IL CENTRO STUDI PASCHERO

Da circa dieci anni il Centro Studi T. P. Paschero ha istituito una scuola di formazione in Medicina Omeopatica a cui possono accedere laureati in Medicina e Chirurgia, in Farmacia, in Veterinaria e studenti del quinto e sesto anno degli stessi corsi di laurea . Il Corso, svolto dalla scuola, è triennale per un totale di 360 ore più 50 ore di pratica clinica. Esso si avvale di tre docenti, tre tutors e due sessioni speciali di studio della Materia medica.